Studio dell'artista Giulio Candussio a Spilimbergo. Visita con Aldo Goz

BORIS BROLLO | LA COMPLESSITA’ DELLA SPECIE NELLA SEMPLICITA’ DELL’ORIGINE

di BORIS BROLLO, 13/08/2014

Giulio Candussio è un Artista a tutto campo. La sua verve creativa è subito riconoscibile in una cifra stilistica ormai consolidata in svariate discipline dell’Arte contemporanea. Sembra però di vedere un tutt’uno dove pittura incisione e scultura parlano lo stesso linguaggio e utilizzano un unico alfabeto. La “disintegrazione” della forma. La micro frammentazione di un “Universo privato” da cui estrarre una sintesi alfabetica criptata, la volontà di semplificazione un’ era la nostra (nostra in cui siamo) “fin troppo complessa”, l’ideale per una nuova rilettura dello spazio attraverso la sua “decomposizione materica” in “quanti energetici”.
Giulio Candussio è questo, l’Artista Micro nel Macro, l’Artista da un “Milione di pezzi”, forse Miliardi, che ridiventa tutt’uno nello spazio prescelto per il dialogo. Un dialogo che arriva a New York come pure alla Fiat partendo comunque da una ”sinfonia minimalista” composta quasi in segreto nella cassa armonica di legno del suo studio friulano. Perché è il legno, la roccia, il vetro, l’oro e l’argento la fonte di ispirazione dell’” Uomo”, la materia che imprigiona un ”sussurro melodico” quasi echeggiato e percosso dal vuoto della caverna primordiale, ma anche dal vuoto cosmico che sembra vibrare in ogni suo lavoro, indipendentemente del media prescelto.
Ma ora che abbiamo capito il suo “alfabeto,” siamo sicuri di voler leggere la trama?
Siamo sicuri di voler capire di cosa siamo fatti, o preferiamo accontentarci della sublime superfice?
Giulio Candussio non può rispondere a tutti i nostri quesiti, ognuno di noi ha diverse necessità di conoscenza, diversi ideali di vita, ma ognuno di noi può vedere in lui, nelle sue opere, l’origine semplice del Mondo e delle sue manifestazioni. Un Mondo che ci parla e ci trasmette continuamente messaggi evolutivi ma che pochi colgono e cristallizzano in poco spazio come sa fare questo pragmatico artista italiano.

Boris Brollo nasce a San Donà di Piave (Venezia) nel 1944.
Dal 1984 si qualifica come organizzatore di mostre. Da allora è collaboratore fisso della rivista d’arte Juliet Art Magazine che esce a Trieste e invia delle presenze culturali sulla rivista d’arte Flash Art di Milano. A lungo direttore dell’Associazione Culturale Crossing, da alcuni anni è presidente dell’Associazione Internazionale Arti Plastiche operante sotto l’egida dell’Unesco. Ha ordinato e curato più di 100 mostre pubblicando oltre un centinaio di cataloghi ed alcuni libri di Poesia.

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